CARLO MONOPOLI
Desenzano del Garda (BS) – Italia
Nasce nel 1970 a Bari (BA)
Vive e lavora a Desenzano del Garda (BS)
NOTA BIOGRAFICA
Carlo Monopoli nasce a Bari nel 1970
ed eredita talento e buon gusto dalla sua famiglia. La nonna,
che esprimeva la sua inclinazione nel filet e nel ricamo, il
padre, pittore dilettante di buon livello, la madre, estrosa
appassionata d’arte lo hanno spinto e sempre sostenuto
in quello che sarebbe divenuto l’interesse prevalente
della sua vita: l’arte, concepita come somma di tante
discipline e come personale percezione del bello assoluto.
Inizia precocemente, con la mano ancora incerta, a tirare linee
e mescolare colori ed a sei anni vince il suo primo concorso
di pittura. L’esito non può che essere scontato:
la frequenza del liceo artistico, che gli permette, da una parte,
di acquisire la competenza tecnica di base e dall’altra,
di affinare la sua già evidente e naturale sensibilità
culturale.
Non assorbe, tuttavia, pedissequamente, ciò che la scuola
gli offre, ma, diligentemente, rielabora tutto in chiave personale,
sperimentando, sperimentando e sperimentando ancora, ogni tecnica,
ogni metodo, ogni stile, facendoli propri per poi, all’occorrenza,
restituirli con naturalezza e maestria. È così
che conquista quell’esperienza - propedeutica ad ogni
cammino futuro - indispensabile a farne un artista maiuscolo,
eclettico, completo e ad arricchire la sua cultura, addizione
di sapere, sensibilità, sentimento, delicatezza.
Con tali presupposti, altro passo scontato della sua vita, è
l’iscrizione all’Università - facoltà
d’architettura, non Accademia d’arte, in quanto
il nostro artista percepisce l’Architettura (con la A
maiuscola) alla stessa maniera in cui la definirono Vitruvio
(30 a.C.): “la scienza colla quale si regolano tutti i
lavori, che si fanno in ogni arte”, e Le Corbusier (1923):
“il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi nella
luce”.
Fin qui il suo rigoroso curriculum studiorum, il terreno dissodato
sul quale fondare la semina delle esperienze sul campo, che
si sono, successivamente, sostanziate in alcuni anni di collaborazione
con le più importanti agenzie pubblicitarie italiane,
in qualità d’illustratore, e nella partecipazione,
con apprezzabili successi, ai più famosi e accreditati
premi nazionali di pittura.
Da qualche tempo e tuttora collabora, nel ruolo di progettista
e direttore artistico, con una compagnia internazionale, specializzata
nella realizzazione di “pitture a fresco” e “strappi
d’affresco”. È così che ha acquisito
notorietà cosmopolita e le sue raffinate opere murali
fanno bella mostra di sé in chiese, palazzi pubblici
e prestigiose residenze private, in Giordania, Libano, Cekia,
Emirati Arabi, Kuwait, Germania, Russia.
Carlo Monopoli è, dunque, un artista che, con intelligenza,
ha saputo tesaurizzare le sue attitudini e la sua connaturale
sensibilità, comprendendo l’importanza di un impegnativo
percorso di studi, corroborato da pluriennali esperienze “sul
campo”: è per questo che oggi riesce a concepire,
in un colto discorso pittorico, opere che certamente resteranno
nel tempo.
NOTA CRITICA (a
cura di "Raffaele Montagna")
Resta di sicuro conquistato, chi si sofferma
a guardare Carlo Monopoli mentre dipinge, tanto un opera “da
cavalletto”, quanto - e più - un murale di grande
dimensione.
Ciò che balza lampante, agli occhi di chi osserva, è
la risolutezza con la quale maneggia i pennelli e stende i colori,
quasi una foga, un impulso di giungere alla fine, per godere
la bellezza del lavoro compiuto. Eppure, la sua è una
pittura fondamentalmente ragionata e colta, raffinata, mai scontata,
pregna di citazioni mitologiche, equilibratamente architettata
nelle scenografie, perfetta nell’ortogonalità dei
piani e nelle proporzioni. Sembrerebbe perciò arduo,
per chiunque, procedere ad un passo così accelerato;
ma qui si tratta di un artista che possiede – innato -
uno spirito poliedrico, che gli consente di passare, senza alcuna
difficoltà e con suadenti esiti, dal disegno alla decorazione
e all’illustrazione, dalla grafica alla pittura, operata
con le più diverse tecniche, per non dire della facilità
con la quale si rapporta ai soggetti che rappresenta e la prontezza
con cui risolve i differenti temi pittorici con i quali quotidianamente
si confronta.
La sua caratteristica più evidente è, pertanto,
l’immediatezza - certamente dovuta a peculiare lucidità
d’intento e ad ostinata convinzione di risultato –
unita ad una singolare e colta capacità di progettazione
di ogni opera, nonché ad una consumata abilità
nel dosaggio cromatico, frutto di sudati studi, di caparbie
ricerche e d’istintiva eleganza.
Come artista, ma anche (pensiamo d’essere nel vero) come
uomo, in linea generale e salvo eccezioni, non ama i forti contrasti,
né le tinte estremamente decise; la sua è più
volentieri una pittura tenue e delicata, le gradazioni tonali
risultano calde, grazie alla luce che fa da padrona incontrastata
di tutte le sue opere murali. Anche quando usa le “cromie
fredde” – tutti gli accenti del blu – riesce,
con alcuni “colpi” di luce, a rendere l’atmosfera
serena, a simboleggiare la calma, a effondere letizia, armonia,
pace interiore.
Eminentemente figurativo, Carlo Monopoli predilige (almeno quando
esegue opere murali) quelle, per così dire, “monumentali”,
che abbisognano, cioè, di una vera e propria progettazione
dello spazio (attività questa nella quale eccelle!),
di una “sistemazione” scientifica dei piani prospettici;
è in tale contesto che inserisce, poi, la sua personale
“descrizione interpretativa del tema”, evidenziando
la sua sensibilità poetica, che facilmente si può
riscontrare in un emozionante profilo di donna, in un paffuto
puttino, in un originale atteggiamento, in una sorta di neo-verismo,
che vede il paesaggio partecipare al sentimento e all’intimità
della narrazione.
Carlo Monopoli vanta un’invidiabile quantità di
opere murali – ubicate prevalentemente all’estero
ed eseguite con le tecniche più diverse (nella maggior
parte “a fresco”) – in edifici di pregio e
di prestigio, che ne fanno un artista la cui fama ha travalicato
di gran lunga i ristretti confini nazionali, nonostante la sua
(per propria buona sorte) ancor giovane età. Siamo certi
di non sbagliare nell’affermare che si tratta di un artista
di rango di cui sentiremo parlare a lungo.
MOSTRE
2006 Premio Michetti (partecipazione)
– Francavilla al Mare (CH)
2006 Premio Grafica Internazionale Biennale (partecipazione)
- Francavilla al Mare (CH)
2006 Premio Trompe l’Oeil Festival (partecipazione) –
Lodi (LO)
2007 Premio Trompe l’Oeil Festival (premiato) –
Lodi (LO)
2008 Mostra Collettiva I Colori della Moda – Guidizzolo
(MN)
2008 Premio Terna (partecipazione) – Roma (RM)
2008 Premio Celeste (partecipazione) – San Gimignano (SI)
2008 Premio Concorso Affreschi e Affrescatori
- Mediterraneo Terre e Popoli (premiato) – Farfa (RI).
L’ opera è stata
esposta in rappresentanza della mostra “Mediterraneo:
terre e popoli”:
• Maggio
2008, Roma Casa Internazionale delle Donne in occasione della
notte clou del 2008 Anno Euromediterraneo per il Dialogo Interculturale
insieme al Convegno “Hayat! The Mediterranean cultural
dialogue does live”, organizzato dal giornale geopolitico
“LiMes”.
• Agosto
2008, Castel del Monte (BA) “I Sentieri dell’anima
da Oriente a Occidente” presentato da Pippo Franco.
Settembre 2008, Assisi Castello di Torchiagina, ospitata nell’ambito
della manifestazione “Il Mandir della Pace”.
Ottobre 2008, Faleria (VT) "Città, Regione, Bioregione
", presso l’Ospedaletto S.Giuliano (ex Lazzaretto),
in collaborazione con il Circolo Vegetariano di Paolo D’Arpini.
L’opera è stata inoltre
messa in mostra ed usata per la locandina di :
• Giugno 2008, Calcata (VT)
“Sistemi riproduttivi e sessualità tra natura e
cultura”. Con : tavole rotonde tenute da psicologi, biologi,
esperti in sessuologia; mostra con opere in sintonia; corsi
di yoga per adulti e bambini e proiezione del film-documentario
“Sotto il cielo di Bagdad”, in collaborazione con
il Circolo Vegetariano di Paolo D’Arpini.
2009 Premio Concorso Affreschi e Affrescatori – Etica,
estetica, ecologia e spiritualità laica (premiato) –
Farfa (RI)
2009 Premio Eurocomics – Concorso Europeo del Fumetto
(partecipazione) - Bruxelles
2009, Calcata (VT) : “Fiera delle arti creative”
, in collaborazione con il Circolo Vegetariano di Paolo D’Arpini.
2009 Con la partecipazione dell’Associazione Italiana
Paesi Dipinti alla “Campionaria delle Qualità Italiane”
- Fiera di Milano,Performance artistica con la realizzazione
di un affresco su pannello, diretto ad illustrare le “tipicità”
italiane.
2010 Mirandola (MO) - Premio Volturno Morani: finalista in mostra
presso il Castello dei Pico, con l’opera “Trasfigurazione
di Cristo”.
2010 Modena (MO) - Premio Volturno Morani: In occasione della
settimana della Cultura, promossa dal MiBAC, con il patrocinio
dell’ Università di Modena e Reggio Emilia e della
Provincia di Modena, convegno: “L’Arte, il cosmo
e la quarta dimensione” , presso l’Aula Magna dell’Università
– Facoltà di Giurisprudenza con l’opera “Trasfigurazione
di Cristo”.
OPERE PUBBLICHE
1996 Taranto- Caserma “Marileva” – stemma
Marina Militare e Dipinto in sala mensa- Acrilico.
2000 Chiesa di San Ferdinando,Crecchio (CH) (Italia) –
Olio su tela.
2005 Madaba (Giordania) – Affresco in “Holy Spirit
Church”.
2008 Kuwait City( Kuwait) – Acrilico su muro.
2008 Guidizzolo (MN) (Italia) – Pigmenti e acrilico su
muro “i colori della moda“.
2009 Guidizzolo (MN) (Italia) – Affresco su muro “i
colori della pace”.
2009, Valloria (IM) : realizzazione della 110 porta , in collaborazione
con il comune di Valloria “il paese delle porte dipinte”.
2009, Jesolo(VE) : “dentro la barca”, in collaborazione
con il Comune di Jesolo – Comitato Villaggio Pineta -
I Muri D’arte - XIII edizione – Affresco.
2010, Jesolo(VE) : “La Gondola”, in collaborazione
con il Comune di Jesolo – Comitato Villaggio Pineta -
I Muri D’arte - XIV edizione – Affresco.
2010, Viterbo (VT), in collaborazione con il Comune di Viterbo
e con APAI ARTE Performance con la realizzazione di un Affresco.
OPERE MURALI E AFFRESCHI
1995 Gorky (Russia) – Acrilico su muro
1996 Taranto- Caserma “Marileva” – stemma
Marina Militare e Dipinto in sala mensa- Acrilico
2005 Madaba (Giordania) – Affresco
2006 Deir Ed Dahr (Libano) – Affresco
2006 Dubai (Emirati Arabi) – Affresco
2006 Abu Dhabi(Emirati Arabi) – Affresco
2006 Karlovivary (Cekia) - Affresco
2006 Desenzano (BS) (Italia) – Pigmenti e acrilico su
muro
2007 Abu Dhabi (Emirati Arabi) - Pigmenti e acrilico su muro
2007 Kuwait city(Kuwait) – Pigmenti e acrilico su muro
2007 Desenzano (BS) (Italia) – Affresco
2008 Markkleeberg - Leipzig (Germania) – Pigmenti e acrilico
su muro
2008 Desenzano (BS) (Italia) – Pigmenti e acrilico su
muro
2008 Desenzano (BS) (Italia) – Pigmenti e acrilico su
muro
2008 Desenzano (BS) (Italia) – Pigmenti e acrilico su
muro
2008 Guidizzolo (MN) (Italia) – Pigmenti e acrilico su
muro
2008 Pescara (PE) (Italia) – Pigmenti e acrilico su muro
2009 Bleneau (Francia) – Affresco
2009 St. Gallen (Svizzera) - Affresco
2009 Huttwill (Svizzera) - Affresco
2010 Zurich (Svizzera) – Affresco
2010 Huttwill (Svizzera) – Affresco
2010 Zurich (Svizzera) – Affresco
2010 Venezia (Italia) - Affresco
“ARTICOLO DI PAOLO D’ ARPINI
“
La vita di Carlo Monopoli ricorda
l’esistenza errabonda, votata all’arte, dei pittori
rinascimentali che vagavano attraverso le varie corti d’Europa
lasciando dietro di sé un patrimonio inestimabile di
bellezza. La prima volta che vidi una sua opera
rimasi letteralmente affascinato, si tratta di uno strappo d’affresco,
esposto a Calcata, dal titolo “Arco di quiete” che
ritrae una turgida donna mora, gravida, mentre versa acqua da
una brocca verso la terra riarsa, sullo sfondo le
acque azzurre del Mediterraneo.
Già, l’origine stessa del pittore è
nel ventre caldo del “Mare Nostrum”, egli
infatti nasce a Bari una città proiettata
verso il sud, caldo ed accogliente, come calda ed accogliente
è la pittura di Carlo Monopoli. In ogni sua opera
s’indovina il senso di questa accoglienza, in particolari
evocativi che sempre proiettano l’osservatore verso
la sua meta originaria, quella del viaggio ininterrotto
verso Itaca:
“Sempre devi avere in mente Itaca.
Raggiungerla sia il tuo pensiero costante.
Soprattutto non devi affrettare il viaggio; fa che duri a lungo,
per anni …
(Costantino Kavafis)”.
Così Carlo Monopoli nel suo viaggio ha costellato i luoghi
dell’oriente con le sue opere: Libano, Giordania, Emirati
Arabi … Poi è risalito a nord graziando l’Europa
continentale con i profumi del suo emporio
pittorico: Cekia, Germania, Russia …
Infine ha trovato un approdo sulle sponde di un grande
lago, che al tempo della Repubblica Veneziana era percorso dalle
navi dei Dogi, un lago che bagna tre regioni. Ed è qui
a Desenzano del Garda che egli continua oggi a celebrare
un mondo cosmopolita dove la differenza fra le genti è
solo arricchimento, dove la differenza è magnificenza.
Perché il vero nomade, che è l’artista,
non percepisce confini, egli sa leggere e vivere e ritrasmettere
gli eventi, la sua descrizione della realtà è
simile a quella di un mago, appare improvvisa, ma resta
poi stabilmente impressa nella tela.
Ecco cosa dice di lui il critico
Raffaele Montagna:
“Resta di sicuro conquistato, chi si sofferma a guardare
Carlo Monopoli mentre dipinge.
Ciò che balza lampante, agli occhi di chi osserva, è
la risolutezza con la quale maneggia i pennelli e stende i colori,
quasi una foga, un impulso di giungere alla fine, per godere
la bellezza del lavoro compiuto.
Eppure, la sua è una pittura fondamentalmente ragionata
e colta, raffinata, mai scontata, pregna di citazioni mitologiche,
equilibratamente architettata nelle scenografie, perfetta nell’ortogonalità
dei piani e nelle proporzioni …”
Desenzano del Garda è un luogo benedetto se può
ospitare un simile poeta dell’immagine, com’è
Carlo Monopoli. Parimenti fortunata è la Lombardia
ed in particolare Milano che ospiterà una sua prossima
performance.
Rammento tanti anni fa di aver frequentato il salotto della
poetessa milanese Vittoria Palazzo, amante e protettrice dell’arte;
alcuni suoi versi struggenti si coniugherebbero bene con le
opere profumate di Carlo Monopoli:
“E a lungo a lungo a lungo -non ricordo non
ricordo la tua voce
… La magnolia aveva pronti i suoi bocci,
finisce l’estate e non ha fiorito.
Sono venuti i freddi improvvisi è ritornato il sole ….”.
Mi sembra un’invocazione dedicata alla splendida
arte di Carlo Monopoli che lei avrebbe sicuramente amato ma
che non ha potuto conoscere.
(Paolo D’Arpini - Roma, 29 aprile 2009)
“ARTICOLO DAL CORRIERE DI VITERBO“
Un nuovo Raffaello nella vecchia Viterbo: "Carlo Monopoli
e la Zaffera" - Creazione di un affresco dal vivo nell’ambito
della prima Biennale di Viterbo
“Nessun grande artista vede mai le cose come sono veramente.
Se lo facesse smetterebbe di essere un artista … (Oscar
Wilde)”
Carlo Monopoli ha tutte le caratteristiche dell’artista
completo, egli è un vero "maestro" dell’espressione.
Le sue capacità sono molteplici e variegate ma è
soprattutto nell’arte antica dell’affresco che egli
riesce a dare il meglio di sé. Durante il corso della
prima Biennale d’Arte Creativa di Viterbo, nel mese di
giugno 2010, Carlo Monopoli sarà ospite nel capoluogo
della Tuscia per realizzare un affresco dal vivo.
La prima mostra alla quale Carlo Monopoli partecipò in
terra di Tuscia fu quella organizzata a Calcata alcuni anni
fa sul tema della "creatività umana", lì
egli espose uno strappo d’affresco ritraente una bella
donna mora, nuda ed incinta, che versa acqua da una caraffa
verso la terra… e "zaffera" è il nome
di un’anfora dalla linea corposa, il che lascia presagire
un abbinamento auspicioso…
Ma lasciamo che sia Carlo Monopoli stesso ad esprimere qualche
pensiero sull’ispirazione che lo guida, tratto da uno
stralcio di una sua lettera a me indirizzata:
"Carissimo Paolo,come promesso ti invio una lettera che
un po’ mi racconta. Il mio desiderio, verso la realizzazione
di un sogno, può abbracciare il tuo incontro. Ho scritto
in un passo, che .. "il caso non esiste". Ricordo
esattamente le parole della mia amatissima nonna Italia, in
un freddo mattino, mentre mi accompagnava a scuola: "Carletto..un
giorno dipingerai grandissimi affreschi, come Raffaello".
Rimasi folgorato da quella frase! Il caso non esiste. Tutto
ciò che accade è determinato dalle nostre scelte..
consce o inconsce che siano. Ogni scelta, ogni incontro fatto,
ha determinato il mio cammino da allora: ma quella frase, così
spontanea, come la bellezza spirituale, etica e morale di mia
nonna, non mi ha mai abbandonato ….".
Ed è cosi che Carlo Monopoli ha accettato, su invito
di Laura Lucibello e mio, di scendere a Viterbo, dalla lontana
Desenzano del Garda, per compiere quest’opera meritoria,
del condividere e ritrasmettere l’ispirazione che lo guida
ai suoi estimatori della Tuscia.
"D’altronde – come ebbi occasione di rispondergli
- anche la più intima poesia non ha valore se non viene
spartita con altri che conoscono il significato della poesia...
Fra poeti ci si scambia i versi, non c'è nulla di male...
è un arricchimento, non è prosopopea od arroganza.
E' modestia nella parola, é sorriso nel donare agli altri
ciò che noi siamo. Non è forse così che
fai con i tuoi dipinti? Non sono forse essi offerti agli amanti
dell'arte?"
Paolo D’Arpini ( Viterbo, Giugno 2010)
VITERBO, BIENNALE D'ARTE CREATIVA –
''LA PORTA DELLA VERITÀ'' DI CARLO MONOPOLI
Ultime notizie Tuscia, Viterbo - Di tutte le performance compiute
durante la trascorsa Biennale d'Arte Creativa di Viterbo, una
in particolare ha lasciato una traccia emozionale nella mia
memoria, la creazione dal vivo di un affresco, rimasto in eredità
alla città di Viterbo, realizzato dall'artista Carlo
Monopoli, uno vero...
D'ora innanzi quando mi recherò a Viterbo non mancherò
di sostare in raccoglimento nel cortile della Zaffera.. e consiglio
tutti gli amici viterbesi di fare altrettanto ed il più
sovente possibile, per bearsi della visione de "La Porta
della Verità".
Ed ecco la descrizione poetica che lo stesso Carlo Monopoli
ha fatto della sua opera:
"Da un possibile ed "immaginario" interno del
Palazzo che fu dimora dei Papi e dei Signori, un raggio di luce
filtra e taglia con angolazione precisa ed al tempo stesso impalpabile,
una stanza.. che qui diviene palco di una rappresentazione scenica.
La luce ferma un momento , un istante , il raggio di luce "incanta"
la scena .
Allora, attori presenti e non, giocano tra loro con il luogo,
in contrapposizione diseguale rispetto al quadrato, Quadro di
Viterbo: "la sua staticità è nel contempo
dinamicità" .
tutto sembra fermo ,ma è un inganno.
Lo specchio non mente ed è in esso che si muove la scena,
dove anche l’Essenza "prende vita" .
Nella PORTA DELLA VERITA' è la "Musica" che
s’inizia a sentire:
e la sua è una musica antica come quella che si respira
camminando per le vie di Viterbo."
Ed io vorrei aggiungere: "La Porta della Verità
sta nella verità dello specchio che non riflette la riflessione
di chi osserva.."
Paolo D'Arpini ( Viterbo, Giugno 2010)